
Una riforma strutturale tra riduzione del carico fiscale e semplificazione
A partire dal 2026 entra in vigore una riforma organica della disciplina fiscale in materia di successioni e donazioni, destinata a incidere in modo significativo sulle modalità di trasferimento del patrimonio, sia in ambito familiare sia imprenditoriale.
L’intervento normativo persegue un duplice obiettivo:
- alleggerire il prelievo fiscale, soprattutto nei trasferimenti tra familiari stretti;
- semplificare gli adempimenti, rendendo il sistema più chiaro, prevedibile e coerente.
Le nuove regole assumono un ruolo centrale per chi intende pianificare il passaggio generazionale del patrimonio, programmare donazioni in vita o gestire in modo efficiente una futura successione.
La “doppia franchigia”: fino a 2 milioni di euro senza imposta
La principale innovazione introdotta dalla riforma è il superamento del meccanismo unitario di calcolo delle franchigie, a favore di un sistema più favorevole al contribuente.
Nei trasferimenti tra coniugi e parenti in linea retta, l’attuale disciplina prevede un’unica franchigia di 1 milione di euro, oltre la quale si applica l’aliquota del 4%, considerando complessivamente donazioni ed eredità ricevute nel tempo.
Dal 2026, invece, il legislatore introduce il principio della doppia franchigia autonoma, riconoscendo a ciascun beneficiario:
- una franchigia di 1 milione di euro per le successioni;
- una franchigia di 1 milione di euro per le donazioni.
In termini concreti, ciò consente il trasferimento di patrimoni fino a 2 milioni di euro complessivi (tra donazioni in vita ed eredità) senza applicazione dell’imposta. Solo il superamento delle singole soglie comporterà l’imposizione fiscale.
Questa novità apre scenari particolarmente interessanti sul piano della pianificazione patrimoniale e successoria, consentendo una distribuzione più razionale e graduale dei beni.
Fine della sommatoria tra donazioni ed eredità
Un ulteriore elemento di discontinuità rispetto al passato riguarda l’eliminazione della sommatoria automatica tra donazioni effettuate in vita ed eredità ricevute successivamente.
Nel sistema previgente, le donazioni venivano “riaggregate” all’asse ereditario al solo fine fiscale, con il rischio di generare imposte impreviste al momento dell’apertura della successione, spesso a distanza di molti anni.
Dal 1° gennaio 2026:
- donazioni e successioni saranno valutate separatamente;
- le franchigie verranno applicate in modo autonomo;
- il calcolo dell’imposta risulterà più lineare e trasparente.
Si tratta di una modifica di grande rilievo pratico, che riduce sensibilmente l’incertezza fiscale e consente scelte patrimoniali più consapevoli.
Autoliquidazione dell’imposta di successione: cosa cambia operativamente
Già per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è entrato in vigore il nuovo sistema di autoliquidazione dell’imposta di successione, che trova piena conferma nel quadro riformato.
Il contribuente:
- determina autonomamente l’imposta dovuta in sede di dichiarazione di successione;
- compila il quadro EF del modello telematico;
- provvede al pagamento entro 90 giorni dalla presentazione, con possibilità di rateizzazione.
L’Agenzia delle Entrate mantiene il potere di controllo successivo, che potrà essere esercitato entro due anni. Resta quindi essenziale una corretta valutazione dei beni e una documentazione accurata.
La semplificazione procedurale comporta maggiore autonomia, ma anche una responsabilità più diretta in capo al dichiarante.
Liberalità d’uso: esclusione definitiva dall’imposta
La riforma interviene anche su un profilo da tempo oggetto di incertezze interpretative: le liberalità d’uso.
Viene chiarito in modo espresso che:
- i regali di modico valore, effettuati in occasione di ricorrenze, festività o per consuetudine sociale,
- non sono soggetti a imposta e non rilevano ai fini successori.
Restano invece imponibili le donazioni per riconoscenza, ossia quelle motivate da un particolare vincolo morale o da un beneficio ricevuto, in linea con quanto previsto dal Codice Civile.
La distinzione normativa contribuisce a ridurre il rischio di contestazioni fiscali e rafforza la certezza del diritto.
Donazioni d’azienda e partecipazioni: tutela del passaggio generazionale
Di particolare interesse per imprenditori e famiglie è la disciplina delle donazioni d’azienda e di partecipazioni societarie.
Il trasferimento a favore di coniuge o discendenti:
- beneficia dell’esenzione dall’imposta;
- a condizione che l’attività o la partecipazione venga mantenuta per almeno cinque anni.
La misura mira a favorire la continuità aziendale e a rimuovere uno degli ostacoli fiscali che storicamente hanno rallentato il ricambio generazionale nelle imprese familiari.
Un sistema più semplice, ma che richiede pianificazione consapevole
Nel complesso, la riforma del 2026 introduce un quadro normativo più razionale, meno oneroso e più orientato alla programmazione.
Tuttavia, proprio la maggiore flessibilità concessa al contribuente rende fondamentale:
- valutare correttamente tempi e modalità delle donazioni;
- coordinare gli strumenti civilistici e fiscali;
- prevenire conflitti successori e contestazioni future.
Errori di impostazione possono emergere anche a distanza di anni, in sede di controllo o di contenzioso tra eredi.
ARTICOLO DEL 22/12/2025
